La frequenza di presidio delle farmacie di turno a Trieste

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La frequenza di presidio delle farmacie di turno a Trieste

Il regolamento che stabilisce i limiti minimali e massimali della frequenza di presidio per le farmacie di turno a Trieste è stabilito dalla Legge Regionale, sulla base di disposizioni di massima a carattere nazionale.

L’apertura delle farmacie di turno è ispirata ad un principio fondante della Sanità Pubblica; predisporre il libero accesso della popolazione alle strutture sanitarie, ivi comprese le farmacie.

Molto spesso le farmacie rappresentano l’unico presidio medico presente su vaste aree; è questo ad esempio il caso delle farmacie rurali le quali usufruiscono di particolari agevolazioni proprio in virtù dell’importante ruolo che la loro presenza garantisce anche in contesti a bassissima densità abitativa.

Proprio come effetto di questo principio le farmacie si suddividono così in due categorie:

  • farmacie urbane: quelle situate in centri abitati con più di 5000 abitanti
  • farmacie rurali: quelle ubicate in centri abitati con meno di 5000 abitanti

Le farmacie rurali situate in centri abitati con meno di 3000 abitanti hanno diritto ad una indennità di residenza; si tratta di una misura che mira a garantire la capillarità dei presidi sanitari su tutto il territorio nazionale.

Farmacie Urbane di turno: qual è la frequenza di presidio?

Seguendo lo stesso principio di capillarità del servizio sanitarioi regolamenti Regionali prevedono per le farmacie di turno una frequenza di presidio, stabilita in base alla popolazione presente su ciascun territorio.

Per le farmacie di turno a Trieste il regolamento fissa a 30.000 abitanti il limite di copertura per ogni farmacia aperta in orario notturno o durante i giorni festivi.

Nelle zone a popolazione sparsa tale limite è portato a 10.000 abitanti/farmacia, mentre in zone ad elevata densità di popolazione tale limite viene innalzato a 100.000 abitanti per ciascun presidio aperto fuori dall’orario ordinario; si tratta di un valore che è in linea con quello adoperato per i grandi centri urbani e per le Città Metropolitane (ad esempio a Milano tale soglia è fissata a 90.000 abitanti per farmacia).

 

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